Le storiche immagini opera di Carlo Riccardi, fra i volti in bianco e nero dell’Archivio diretto dal fotografo Maurizio Riccardi, proposti con la regia di Giovanni Currado, non poteva mancare il primo vincitore Ennio Flaiano con “Tempo di uccidere” (Longanesi). Così come, tra il pubblico attento, acconciature e abiti datati, sostenitori in azione, negli scatti dei decenni passati visibili nello Spazio5 ci sono suoi “successori” come una misurata Elsa Morante, un annoiato Alberto Moravia o Giorgio Bassani in veste di giurato. Per non parlare di Raffaele la Capria in posa sfoderando l’assegno da un milione. E poi si “scoprono” in situazioni insolite Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Ungaretti.
La “vita da Strega” degli scrittori è la vita di Maria e Goffredo Bellonci creatori del Premio, nell’ambito del loro salotto letterario, con il contributo di Guido Alberti, proprietario dell’azienda produttrice del liquore Strega, sponsor da sempre. L’Archivio Riccardi (che vanta circa un milione di scatti) con le foto in mostra conduce al Ninfeo di Villa Giulia dove si assegna il premio e dentro casa Bellonci dove ancora oggi si svolge la selezione della cinquina che si contende il riconoscimento. Così è possibile, con il lavoro di Carlo Riccardi, vedere gli scaffali zeppi di libri, le terrazze animate anche dai personaggi dello spettacolo come Anna Magnani, Alberto Sordi, Sylva Koscina e Marcello Mastroianni, gli ambienti inverosimilmente stipati di persone.
E poi c’è la lavagna. La mitica lavagna sulla quale viene segnato il risultato dei candidati dopo ogni pacchetto di voti scrutinati. La mostra delle foto dell’Archivio Riccardi è un tuffo nelle gare del passato. Ma dietro quella lavagna, immancabili, ci sono le polemiche sulla composizione della giuria, i 400 letterati e lettori che formano gli Amici della domenica, come sul dominio dei grandi gruppi editoriali. Gli interrogativi trovano spazio nella conversazione fra Greco, Nisini, Petrocchi e Ippolito. “Vita da Strega” è anche questo.