TENERE INQUIETUDINI, fugaci verità
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Galleria Spaziarti Corso Buenos Aires 23 Milano
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Gubellini è un giovane artista ormai affermato in vari campi artistici, in cui si muove con grande esperienza e sicurezza, sia che si tratti di arti visive (dallillustrazione, alla pittura, al disegno animato), sia che si tratti di letteratura (narrativa, poesia) o di musica. La sua attività artistica è infatti davvero , non accettando alcun limite in quanto a mezzi espressivi, essendo il suo soggetto preferito lessere umano o, meglio ancora, le reazioni delluomo di fronte al mondo di cui è attento (e assorto) osservatore, con locchio e limmagine quale tramite (mezzo/medium) preferito tra lui e il mondo in cui è immerso. Non a caso locchio e lo sguardo sono i temi più ricorrenti delle sue creazioni: i suoi personaggi ci Guardano, ci Vedono, ci fanno Visita, ci interrogano fissando attenti i nostri occhi con i loro grandi occhi, ponendoci quesiti che ci stimolano alla riflessione e allintrospezione senza abbandonarci alla banalità, senza consentirci di essere superficiali verso ciò che ci circonda, e di conseguenza verso noi stessi. Di fronte alle immagini di Gubellini sembra magicamente riuscirci di non essere più, come troppo spesso siamo, osservatori neutrali: dobbiamo necessariamente posizione>, siamo stimolati a dare una risposta -o almeno a provarci!- ai quesiti che il nostro artista implicitamente ci pone, e così facendo ridiventiamo necessariamente Protagonisti di un nostro personale processo di maturazione interiore. Va detto che tutto ciò avviene sempre con la stessa delicatezza che Gubellini mostra di usare con le meravigliose illustrazioni che ha realizzato per le sue poesie e libri per bambini, cioè con la stessa profondità di simbolismi e di saggezza profonda che solo le fiabe hanno, nello stesso momento in cui sono tanto apparentemente semplici e rassicuranti. Anzi forse proprio grazie a questo, ed alla maestria dei suoi colori e delle sue forme sapientemente sfumate memori degli acquerelli del grande Folon, più ancora che delle delicatezze dei pastellisti settecenteschi. Una tecnica che, va ricordato, per la sua delicatezza e difficoltà, unita alla sua indifferenza alle mode più fugaci, è rivelatrice dei veri maestri. Ecco quindi che Gubellini ci rende protagonisti tramite due classici trucchi/magie, in primo luogo quello di dare alla nostra immaginazione il compito di fissare i margini delle sue forme sfumate, in secondo luogo tramite linvito -implicito nelle sue opere- ad entrare a far parte delle sue scene e ad immedesimarsi nei suoi personaggi ondivaghi, apparentemente in attesa di indicazioni esterne su come agire e affrontare le situazioni spesso problematiche in cui si trovano. Siamo quindi invitati ad ipotizzare noi stessi una possibile continuazione/soluzione alle scene/rebus che vengono di volta in volta abilmente proposte e, solo una volta che le abbiamo immobilizzate nella nostra immagin/azione, sembrano pronte per avere da noi indicazioni su come sviluppare lazione nella scena successiva. Un po come fossimo apprendisti Pirandello coi suoi Personaggi in cerca di autore, volendo. Non a caso Gubellini è anche un bravo autore di fumetti, unarte animata per definizione, oltre che un grande appassionato di cinema. Attraverso le sempre sorprendenti composizioni e la sua originalissima padronanza tecnica, Matteo Gubellini ci fornisce dunque una ineguagliata varietà di raffinate situazioni emotive e di complesse drammatizzazioni tra cui scegliere secondo la nostra personale sensibilità lasciando agire la fantasia e impadronendoci, quasi da co-autori, delle donne/muse (un po inquietanti), degli animali (più mitologici che reali) e di tutti i personaggi fiabeschi e circensi di cui Gubellini (rinnovato Fellini) popola le sue composizioni, per comporre ogni volta una nostra personale soluzione, una nostra personale sceneggiatura. Così che ci si riveli, ancora una volta, che quanto più la realtà appare piena di leggiadra grazia, di colori pastello, di rassicurante amabilità, di classico e apparentemente- solido equilibrio, tanto più vi si celano umana inquietudine e infiniti quesiti. Come, sotto la superficie dellordinata immobilità della nostra pittura Anni 30 può trasparire la ricchezza cabalistica del grande Marc Chagall e ancora più nel passato i cipressi misteriosi e oscuri di Arnold Bocklin, oppure, tornando alla contemporaneità, una crudezza estrema emerge in certi tenerissimi fumetti dautore contemporaneo. E tutti i riferimenti sono perfettamente voluti. E la complessità misteriosa della nostra vita interiore al cospetto della realtà, con le sue crudezze e le sue eterne sfide, che ci viene presentata in questi lavori tanto ricchi di stratificazioni e di significati. Il tutto con la mano lieve e poetica di un giovane maestro quale Matteo Gubellini.