Nel segno di Roma
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Via del Vantaggio 17/A
Roma - Lazio
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La tragedia dell’Italia sta tutta nel fatto che siamo passati dal premoderno al postmoderno neomedioevale saltando sostanzialmente la modernità. Tutto ciò comporta semplicemente una barbarie diffusa, capillare e disperante; Roma non poteva rimanere esente da un tale fenomeno. E’ per questo che Virdi, Luciano Rignanese, Giorgio Dante, Tommaso Didimo e Roberto Ferri si rivolgono alla storia. Il fruitore non si lasci però ingannare da Claudio Sciascia e dalla sua presunta “attualità”; infatti la Roma del Laghetto di Villa Borghese non è la Roma accertabile dall’empiria. Chiediamoci se esista una linea comune che unisca posizioni senz’altro diverse fra di loro. La linea esiste ed è quella della duplice fedeltà alla pittura e alla qualità; il che implica il perseguimento della bellezza ed il rifiuto della “strategia dell’impurità” celebrata dalle neoavanguardie. Conseguentemente i sei ritengono che la “riapparizione della pittura” costituisca la “novità” dei nostri tempi. Infatti, dopo chilometri e chilometri di video e di lavori concettuali, l’epifania di un quadro può rappresentare una sorpresa così come apparve, ai suoi tempi, l’opera di Marcel Duchamp. Robertomaria Siena