Pietro Weber
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Nasce a Cles (TN) nel 1959. Risiede a Denno (TN), dove vive e lavora dal 1980. Nel 1970 si trasferisce a Torino, frequenta il Liceo Artistico.
Nei primi anni Ottanta si avvicina alla scultura, frequentando lo studio di Bruno Martinazzi, e al teatro, iniziando una collaborazione con la compagnia “Assemblea Teatro” in veste di scenografo e promotore della stessa. Gli anni Ottanta vengono dedicati all’approfondimento dello studio grafico in relazione alla figura umana.
Nel decennio successivo la sua ricerca si avvicina alla materia ed alle forme tridimensionali, realizzando grandi strutture per esterni. L’opera di ricerca spazia attraverso l’uso ed il recupero di materiali vecchi e antichi (cornici, legni, tessuti e metalli) che amalgamandosi alle tonalità calde del colore ed al bitume, caratterizzano ancora oggi il suo stile e la sua espressione.
Importanti per la sua formazione artistica i viaggi all’estero: Parigi, Madrid, Barcellona, Atene, Lisbona,Instambul, Ankara, Dakar e Salisburgo, città in cui si trattiene per un breve periodo presso la “Casa degli Artisti” nell’ambito del gemellaggio tra il land di tale città e la provincia di Trento. Viene richiamato l’anno successivo per esporre al “Casino auf dem Monchberg”.
Nel 1999 intraprende un viaggio in Senegal e rimane affascinato dall’inconsapevole contemporaneità espressiva degli artisti africani. Nel 2002 viene invitato a partecipare alla biennale d’Arte Contemporanea africana a Dakar, al Theatre National de Senegal.
Artista poliedrico, Pietro Weber spazia attraverso le varie espressioni artistiche: scenografie teatrali, realizzando nell’anno 2000 lo spettacolo “Stanotte c’è luna piena” che unisce danza contemporanea e africana. Prende parte alla rassegna “Torinonondorme” presso il teatro Agnelli, esponendo una serie di ceramiche.
Il suo eclettismo lo porta a sperimentare le ceramiche realizzando una collezione numerata per il “Ristorante Conte Ramponi” di Magras (TN) e la scultura in creta refrattaria situata dell’ ”Oasi dei Sette Polesini” nel comune di Ferrara.
Degni di nota la copertina del libro di poesie “Anche il diavolo s’inciampa” edito dalla casa editrice “Letteraria internazionale” di Palermo e la copertina del CD “piccolo male puro” inciso dal gruppo omonimo. Nel 2002 su invito della regione Piemonte tiene uno stage di immagine, lavorando su testi di Tonino Guerra presso il museo La Crumière nella provincia di Torino. Contemporaneamente espone una nuova serie di ceramiche a Castel Thun (TN) per il progetto “Magiche Montagne”. E’ ospite con i suoi lavori al 59° Film Festival di Venezia presso il chiostro S. Nicolò a Venezia Lido. Realizza vari progetti per arredi di alcune piazze nella provincia di Trento. La fontana con giochi d’acqua progettata per il comune di Cles (TN) esprime una nuova fase della sua creatività.
Presso la sede del Parco Nazionale dello Stelvio a Cogolo di Peio(TN) é collocata una scultura in acciaio e ferro che rappresenta i temi della natura, il tutto movimentato giochi d’acqua, ed all’interno della stessa, varie opere in vetrofusione arredano gli uffici. Per “Vinart”, progetto che unisce arte ed enologia, allestisce una mostra a Castel Noarna (TN) dove espone le sue opere piu recenti, una serie di carte realizzate con tecniche diverse (acrilico, catrame e carboncino). Un’installazione, ricrea nella cantina più nascosta del maniero, un’atmosfera medievale: sottili figure di terracotta contenute in nere scatole che richiamano antichi loculi. Partecipa, al “Bosco dei Poeti” (VR), alla mostra di poesia visiva con tre lavori a carboncino.
Nel 2005 realizza una serie di piatti dal sapore futurista per una rassegna di cene-spettacolo che si tengono in varie città svizzere, dal titolo “Emozioni al dente” con la regia di Valerio Maffioletti.
Nel 2006 diverse esposizioni a tema: due diverse al Museo Diocesano “La via Crucis” e “Ex Voto”; al Centro ricerche Tassullo presenta “Spiritualità e tecnologia” dove il rasante di calce, come materia, domina in questa sua fase di ricerca; Nelle prigioni della Castiglia di Saluzzo (TO) espone otto carte in cera “Kafka, il processo”; ai giardini di Merano, con gli studenti del Liceo Artistico di Bolzano realizza un’installazione per la manifestazione Meranflora.
Il suo creare trova spazio in ambienti pubblici e privati del nord Italia. Interviene sugli interni inventando nuove atmosfere. L’attività espositiva di questi ultimi anni lo porta in teatri, castelli, chiese, conventi e palazzi antichi. Una chiave espositiva che completa la sua ricerca a 360 gradi. Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private di diversi Paesi.