Alla ricerca dell’invenzione per oltre 30 anni

Il destino di Nièpce s'intreccia con quello del fratello Claude, con cui condivise, oltre che una passione per la tecnologia, quella che può veramente essere detta una fraterna amicizia.

Nel 1824, quando pensava di aver trovato il metodo per fissare le immagini della camera oscura, Nicèphore scrisse al fratello dicendogli di voler dividere con lui i successi dell'invenzione, a ragione del fatto di aver cominciato la ricerca insieme, negli anni di Cagliari.

 

Ma questa lettera, datata 16 settembre 1824, al di là dell'attestazione si un sentimento, risulta importante proprio per il fatto di informarci che le prime ricerche Niépce le condusse insieme al fratello e a Cagliari: dunque tra il 1796 e il 1797. Questo infatti è il periodo in cui i fratelli Niépce furono insieme nella città sarda. Di questo loro passaggio rimane un documento: il certificato di battesimo di un figlio di Nicéphore, morto poi prematuramente.

 

Le ricerche di Nièpce, dunque, durarono oltre trent'anni: dal 1797 fino alla sua morte, avvenuta il 5 luglio 1833.

La data del 1797, del resto non è pr niente improbabile, in quanto sembra accertato che, sin dai primi tentativi Niépce si fosse ispirato alla tecnica della litografia, che proprio in quell'anno cominciava a diffondersi.

 

Sembra però quasi certo che, dopo alcuni infruttuosi tentativi, Nicéphore e Claude Niépce abbiano abbandonato quella loro ricerca per concentrarsi su un'altra che li tenne occupati per diversi anni: quella finalizzata alla costruzione del loro pireoloforo, cioè un motore propulsore (funzionante con combustibile vegetale, polvere licopodio e carbon fossile) che venne sperimentato su barche, nei fiumi di Soana e Senna e brevettato nel 1807.